sabato 14 ottobre 2017

A PROPOSITO DI PREMI LETTERARI

Caro Ulisse,
                 In questi giorni in campo locale ed anche regionale si è parlato molto del Premio letterario che la sig.ra Caterina Bottari (tramite la fondazione di Monforte da Lei costituita) ha voluto istituire in memoria di suo marito, il pittore, scrittore ed editore, Mario Lattes). Questo premio letterario ha due sezioni : quella delle "querce" che comprende scrittori già affermati: alcuni affermatissimi e pluripremiati,  e quella dei "germogli" diretta a premiare e quindi promuovere scrittori nuovi e non ancora affermati.   Naturalmente in qualità di promotore culturale cuneese mi sono domandate che significato pratico (cioè di propaganda culturale e di promozione turistica) possa avere il premio alle "querce".  Lo stesso interrogativo me lo ero posto scorrendo i nomi dei premiati del Premio Pavese: tutti di personaggi affermati e di chiara fama. 
                Prescindendo da un sentimento, forse, di invidia sono giunto alla conclusione che tipi di premi del genere servono più a chi li dà,  che a chi li riceve.   Quindi chi ha  mezzi suoi faccia tutti i premi che vuole ma i mezzi pubblici che invece pretende ed ottiene,  li destinerei meglio. Altro discorso vale per i premi assegnati ai "germogli": i giovani vanno aiutati ed incoraggiati perchè - in genere - sono intelligenti e puri di cuore.
                   Proprio oggi ho frequentato un convegno dove sono state assegnate delle "borse di studio" a giovani degli istituti agrari della nostra provincia: i "germogli" della nostra bella e ricca terra.  Poichè l'entità del premio non è stata comunicata ed ai vincitori è  stata consegnata una busta chiusa (con assegno?),  mi sono permesso  di chiedere ad un vincitore cosa c'era nella busta. Sapete cosa mi ha risposto ?  < Non l'ho ancora neanche aperta, ma in ogni caso conta "il pensiero"> .  Con il pensiero quanti premi vorrei dare e quanti "germogli" sarebbero lieti di riceverli, ma non so quante "querce" verrebbero a ritirarlo  magari facendo la solita - inflazionata - conferenza  (pomposamente chiamata lectio magistralis). Quindi avendo già molto per merito loro,  io alle "querce" darei un pensiero e nulla più.                                                                                                             A.S.

POST SCRIPTUM
Ho trovato scritto che il prtemio "i germoglio" non viene assegnato a giovani scrittori, ma quelli che vengono ritenuti gli scrittori dei migliori libri sctritti nell'ultimo anno. I giovani servono solo da alibi  perchè coinvolti  in tale assegnazione. Ritiro quindi la mia lode di aiuto ed incoraggiamento ai giovani che in realtà non ricevono proprio niente dei 120.000 (centoventimila) euro di contributo che la Fondazione Bottari Lattes riceve (in tre anni) dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo e che coprono quasi interamente la spesa del premio.  Confermo il mio parere che questo premio ltterario, come quasi tutti i premi letterari,  serve a chi lo assegna (e a chi lo sostegne ), più che a chi lo riceve (che non sono i neo autori).  A.S.

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